La danza e la musica come l’uovo e la gallina.

Una provocazione didattica per una ricerca sul suono/movimento.

di Sonia Turchi 

Riferita alla danza e alla musica, l’immagine dell’uovo e la gallina, con la questione tuttora in sospeso della loro nascita, rende bene l’idea di una vecchia concezione del suono e del movimento che è ora di superare. Un’idea pesante che grava inutilmente sulle spalle di musicisti e danzatori: doversi confrontare nel folle dibattito su quale nascita sia avvenuta prima. È il suono che stimola il movimento del corpo? Oppure è il corpo che, muovendosi, rende possibile la musica? Il ritmo, puntualmente, si colloca a metà strada, indicando agli artisti una zona d’incontro.

Nelle accademie, nei conservatori e sul palcoscenico, si parla di “incontro” tra suono e movimento. Nelle aule deputate alla formazione artistica, così distanti dalla scuola dell’obbligo, si disquisisce animatamente. Si dice che in un certo momento, in un luogo sconosciuto, avverrebbe il misterioso passaggio: la trasformazione del movimento in suono e del suono in movimento. Tante le teorie su questo tema affascinante, anche spettacoli sull’argomento, e nella didattica della professione fioriscono le scuole di pensiero…

Mi domando perché, però, un argomento così interessante debba restare chiuso negli ambienti accademici. Ci si dimentica infatti di chi a scuola ci “deve” andare, e non per ballare o suonare. Ci si dimentica degli adolescenti della scuola dell’obbligo, ai quali si richiede di saper fare di conto, di saper usare correttamente la grammatica, di conoscere la storia, la geografia, le lingue straniere, la scienza, la tecnologia e pure la storia dell’arte. Ci si dimentica che, stimolando una ricerca su questi temi alla loro età, non lasciandola soltanto patrimonio di chi ha già scelto di studiare danza o musica, si potrebbe ampliare la conoscenza  dell’inafferrabile: la magia del corpo …che parla e fa capire con il movimento; l’incanto del linguaggio sonoro …che dice e commuove, senza parole.

 

 

 

Valerio, 13 anni, rispetto alla provocazione dell’uovo e la gallina risponde: prof. mi scusi, ma se non fosse così? Se non ci fosse un prima e un dopo rispetto al suono e al movimento?

 

 

Per affrontare seriamente la questione di cui si dibatte tra artisti, è necessario stimolare pensieri come questo, soprattutto nei giovani, che magari non saranno né danzatori né musicisti: Valerio vuole fare lo scienziato! Occorre rapportarsi in senso artistico con i ragazzi. Tutti quanti.

 

Valerio vuole fare lo scienziato!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nuove figure di insegnanti devono entrare nelle classi, nuove domande sono richieste per abbandonare i pensieri vecchi che circolano da troppo tempo nella tradizione didattica di entrambe le discipline. È necessario inserire la didattica della musica e della danza seriamente nella scuola. Necessario proporre a tutti i giovani lo studio e la pratica del movimento artistico, se non al posto magari a fianco dell’educazione motoria (che attualmente e da sempre è sostanzialmente sport, esercizio ginnico, competizione). Necessario ampliare l’offerta formativa dell’educazione musicale, che naviga tra canzoncine vintage dalla materna alle elementari, naufragando con la fine di un estenuante triennio di semicrome senza alcun senso dopo le medie. Bisogna cambiare registro per poter pensare come Valerio. Altrimenti, il movimento rimarrà a rimbombare in palestra e la musica continuerà a sfiatare da pifferi di plastica, infiltrandosi nei corridoi con sgomento di tutti.

Musica e motoria sono dunque le materie che potrebbero offrire alle nuove generazioni una consapevolezza di cosa siano il suono e il movimento, imprescindibili realtà fondamentali per le relazioni umane, ancor prima che competenze e conoscenze approfondite di musicisti e danzatori.

Valerio propone il suono/movimento, secondo lui è un’unica esistenza indivisa. Io sono d’accordo ed è l’esperienza umana e professionale che condivido con Imakalab.

 

 

Imakalab è l’ambiente giusto per coltivare i nuovi pensieri e con essi i nuovi insegnanti.

Quello che il professore pensa, gli alunni lo respirano con la pelle, in quella magica relazione in cui avviene l’apprendimento e l’arricchimento umano.  E’ nella giusta relazione, più che nel luogo fisico delle aule di danza o dei conservatori, che si crea un luogo del tempo in cui suono e movimento sono inscindibili, dalla nascita.

 

Basta con l’uovo e la gallina! Imakalab!

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