STRESS CAPIRLO FACILE

Tra immagini e testo un breve viaggio su come funzioniamo

di Giulia Gemignani studentessa in scienze motorie – istruttrice Snaq – team FKS

Tutti noi siamo costantemente sottoposti a stress che possono essere di natura emotiva, fisica, psichica che il nostro corpo percepisce come stato di minaccia perché lo portano in una condizione diversa da quella di equilibrio basale o omeostasi. Quindi  mette in atto dei meccanismi per tornare in condizioni fisiologiche omeostatiche.

Il più potente sistema di regolazione in questo senso è L’ASSE IPOTALAMO-IPOFISI-SURRENE o HPA .

Sia ipotalamo che ipofisi che surrene sono ghiandole endocrine e come tali secernono ormoni che sono dei messaggeri per far comunicare parti del corpo distanti tra loro.

L’ipotalamo è situato alla base dell’encefalo e l’asse ipotalamo-ipofisi è la cabina di pilotaggio di tutte le altre ghiandole e mette in comunicazione sistema nervoso e sistema endocrino, il cui collegamento è fondamentale per il mantenimento dell’ omeostasi. L’ipofisi è situata anch’essa alla base dell’encefalo nello spazio dell’osso sfenoide detto sella turgica ed è il “comandante” di tutte le ghiandole endocrine dell’organismo.

L’ipotalamo rilascia un ormone (CRF o corticotropina) che stimola la produzione da parte dell’ipofisi di ACTH (adrenocorticotropo) che a sua volta agisce sulla corticale (ovvero zona più esterna) del surrene stimolando la produzione di glucocorticoidi. Il glucocorticoide più importante è il CORTISOLO, detto anche “ormone dello stress” che è catabolico e quindi “distrugge” per ottenere energia.

Questa reazione a catena continua! Infatti la produzione di cortisolo stimola la liberazione di altri due ormoni da parte della midollare (zona più interna) del surrene: l’ADRENALINA e la NORADRENALINA. Queste ultime sono le responsabili dell’attivazione del sistema nervoso simpatico che potremmo immaginare come una molla che permette all’organismo di “scattare” il più velocemente possibile di fronte a uno stimolo che ad esempio lo spaventa (meccanismo attacco e fuga) aumentando la frequenza cardiaca, la gittata cardiaca, la frequenza respiratoria e il glucosio (importante substrato energetico) nel sangue.

Per capire meglio potremmo immaginarci il cortisolo come la classica bustina di zucchero che si somministra alle persone quando hanno un calo di zuccheri; solo che il cortisolo è endogeno (cioè prodotto naturalmente dal nostro corpo) e quindi non interviene in situazioni estreme come il calo di zuccheri, ma ogni volta che la quotidianità ci chiede di reagire a uno stimolo fuori dall’omeostasi.

L’energia  necessaria a reagire la ricava attraverso diversi processi (glicogenolisi e gluconeogenesi) che liberano glucosio dalle riserve muscolari o lo trasformano partendo da amminoacidi. Questa energia è importante anche ogni volta che è presente un’infiammazione cronica, infatti il cortisolo è un anti infiammatorio naturale (da cui si ricava il cortisone) e svolge una rilevante funzione nella regolazione del sistema immunitario.

La produzione di cortisolo è alta la mattina e decresce durante il giorno fino quasi ad azzerarsi la sera; questo perché, come detto sopra, ha il compito di aumentare il glucosio in circolo da usare come substrato energetico ed  in effetti la mattina abbiamo bisogno di più energia per affrontare la giornata mentre di sera prima di dormire l’energia necessaria è minore (un esempio calzante è l’uomo primitivo che la mattina ha più bisogno di energia per andare a caccia e nutrirsi, rispetto alla sera).

È facile intuire quanti problemi possono derivare da una errata concentrazione di cortisolo durante la giornata. Infatti essere in uno stato di ipercortisolemia significa avere un’attivazione continua del sistema nervoso simpatico con produzione continua di adrenalina e noradrenalina con una cosante frequenza cardiaca alterata e una costante mobilitazione di glucosio dai tessuti che ne provoca un innalzamento ematico che può degenerare in diabete.

I tessuti da cui sono prelevati substrati per trasformarli in glucosio soffrono e a lungo termine portano a osteoporosi (degenerazione ossea) e sarcopenia (degenerazione muscolare), come se il corpo si “autoconsumasse”.

Invece uno stato di ipocortisolemia non mi permette per esempio di reagire rapidamente di fronte a un pericolo perché i miei muscoli non hanno glucosio sufficiente per attivarsi e correre via velocemente, oppure non mi permette di avere un sistema immunitario efficiente.

Adesso una domanda lecita potrebbe essere: ma se il cortisolo è alto la mattina e i substrati da trasformare in glucosio la mattina sono bassi, perché sono a digiuno dalla sera prima, come faccio a non “autoconsumarmi”?

La risposta è fare una colazione abbondante ricca di carboidrati!

Capire che l’alimentazione ha un ruolo importante nella regolazione di questo meccanismo migliorerà la concentrazione del cortisolo durante la giornata e di conseguenza riuscirete a reagire in modo più efficiente a uno stress, a rilassarvi, a dormire meglio dandovi la possibilità di ricostruire ciò che il cortisolo ha distrutto a fini energetici in modo da non andare in debito il giorno dopo.

Per curiosità o domande non mancate di contattarmi

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