PERSONAL TRAINER MA QUANTO CI PIACE FARLO ?

Già quanto ci piace quella scritta Personal Trainer, Istruttore, Coach, Maestro, ecc…

Personal Trainer facciamo chiarezza.

Esistono posti dove queste maglie con la scritta Personal Trainer, pullulano come fossero regalate ed in molti casi non solo lo sono, ma in molti altri chi le indossa non sa che sta rischiando davvero grosso, se gli dice bene l’abuso di professione per mancanza di titolo…

Che siate laureati in scienze motorie, tecnici di federazioni o enti, forse è il caso di continuare, giusto per comprenderci meglio e fare chiarezza.

Ora proviamo a spiegare perché tutta questa confusione in questo coacervo di venditori di diplomi, ma con 2 strade ufficiali sovrapponibili ed un mondo di possibilità.

Fare il Personal trainer ma quanto ci piace? 

Tanto, per molti è il secondo lavoro, una passione o la possibilità di scappare dalla routine, (da quello che vorrei ma non ho mai potuto) ma per molti è una professione alla quale dedicano molto tempo e denaro (i corsi di qualifica, aggiornamento, professionali, costano davvero tanto, quasi sempre)

Università o Coni?

Facciamo chiarezza –  In Italia ma non solo, esistono due percorsi formativi, possiamo scegliere se frequentare l’università (scienze motorie) o il percorso Coni (Scuola del Coni, federazioni o enti di promozione)

L’università forma gli scienziati motori, spesso più teorici che pratici in sostituzione all’ ISEF che sicuramente aveva un occhio di maggior riguardo alla comprensione fisica dello sport, era necessario un test sportivo di abilità e capacità per entrare e durante la stessa era necessario apprendere diverse discipline sportive. (non ce ne vogliano è una realtà empiricamente comprovabile per stessa affermazione degli studenti tolte rare eccezioni nazionali, ma le basi teoriche sono ottime in molti casi e sicuramente hanno le competenze di base per sviluppare velocemente un buona capacità pratica)

Il Coni percorso scelto spesso da chi è vissuto sul “campo” dello sport da sempre, e si è formato da sportivo prima e da tecnico o docente poi, (l’ordinamento statale italiano riconosce ed attribuisce al CONI il potere di supremazia su tutti gli altri soggetti facenti parte dell’ordinamento sportivo nazionale: potere di supremazia che si estrinseca essenzialmente in un potere ordinamentale, disciplinare e sanzionatorio che si connota per le caratteristiche di autonomia, autarchia, autogoverno e autotutela. 
Poteri e caratteristiche che si manifestano nell’emanazione di atti amministrativi, equiparati agli atti amministrativi dello Stato, che intervengono anche sugli effetti prodotti da tali atti, così risolvendo al proprio interno contrasti anche potenziali con soggetti esterni in dipendenza di detti atti che incidono sulla sfera di diritti e/o interessi di tali soggetti ( autotutela).
Ne consegue che gli atti del CONI sono immediatamente esecutivi e si inseriscono automaticamente nelle regole delle Federazioni)

Questa lunga parentesi era necessaria, perché in Italia a differenza degli altri stati non esiste il Ministero dello Sport, ma il Coni, che forma i tecnici Federali e non, atti a diventare professionisti o dilettanti dello Sport, normando anche tutte le discipline in materia, nel rispetto dei parametri del Cio – Comitato internazionale olimpico

Ora mentre l’università ha normativa a se nel rispetto del ministero della pubblica istruzione, il Coni ha le sue normative, che non sono in contrasto se non nella testa di chi questo non lo comprende.

Questa apparente sovrapposizione negli hanno ha acceso non pochi dibattiti dovuti spesso più all’ignoranza degli interlocutori che non alla realtà delle cose, da una parte i laureati che pensano di avere “diritto di” non sapendo che legalmente in Italia è il Coni che norma lo sport per diritto concessogli dallo stato e tutte le sue attività correlate, dall’altra i tecnici federali, Personal Trainer ed Istruttori usciti dal Coni, dalle Federazioni e dagli Enti, che spesso si sentono dire: “cosa vuoi saperne non sai mica laureato” come se gli anni passati a studiare in università fossero diversi o migliori, chissà su base di quale bilancia, di quelli passati presso le scuole di formazione.

Concetto anticulturale tutto italico, beati quei paesi dove le persone vengono valutate sulle base delle capacità e sulle competenze professionali, sui risultati e sulla vita professionale, e non hanno bisogno di nascondersi dietro un foglio per sentirsi qualcuno.

In questi anni il Coni, per normare e qualificare ulteriormente la formazione al meglio ha creato lo SnaQ, aderendo alle linee guida Europee. Questo ha in molti casi ha permesso, come nel caso dell’università di Tor Vergata in Roma di avere il riconoscimento da parte della stessa per coloro che provengono dalla scuola dello sport del Coni e viceversa. Il che sarebbe auspicabile per tutte le università, (con reciproci esami di supporto) visto che non si tratta di chi ha ragione, ma di conoscenza, che dovrebbe essere libera, così come l’arte e la cultura.

Prima di spiegarlo però ci teniamo a dire una cosa importante, le federazioni e gli enti riconosciuti sono presenti nell’elenco del sito www.coni.it e solo quelle sono autorizzate a rilasciare DIRETTAMENTE gli attestati di Qualifica.

Federazioni Riconosciute – Clicca Qui (vedrai che molte che ti aspettavi non le troverai)

Enti di promozione riconosciuti – Clicca Qui (ricorda che un attestato per essere valido può essere rilasciato solo dall’ente e sullo stesso non deve apparire logo o stemma di qualunque altro tipo o genere)

Ciò significa che qualunque pseudo-federazione non riconosciuta o le associazioni sportive che spesso si fanno chiamare impropriamente Federazioni, che rilasciano diplomi o attestati vi hanno per anni rilasciato fogli di carta validi solo al loro interno, (o non validi in molti casi) ovvero non validi in tutta ITALIA se non nelle 4 mura della loro associazione. Ebbene si dura realtà. Ma del resto se si decide intraprendere una strada sarebbe anche bello informarsi e siccome gli interessi della disinformazione sono tanti… Felici di essere nati anche per questo.

Come tutelarci quindi? come migliorare, diventare professionisti, interagire con i nostri colleghi, siano essi universitari o tecnici e migliorare il panorama Italiano, nel rispetto della legalità e del Benessere dei cittadini, dei clienti e dei pazienti ove essi siano previsti?

SNaQ

Sistema Nazionale di Qualifiche dei Tecnici Sportivi

In Italia e in Europa il fenomeno sportivo è in continuo cambiamento, il contesto in cui ci muoviamo ha fatto emergere la necessità di riferimenti chiari per la formazione dei professionisti del settore.

Federazioni Internazionali, Agenzie Nazionali di formazione sportiva e Comitati Olimpici sono impegnati per costuire nel sistema sportivo, e in particoalre per i tecnici, un Sistema Europeo di Qualifiche condiviso.

Lo SNaQ è il modello di riferimento proposto dal CONI per il conseguimento delle qualifiche dei tecnici sportivi e per la loro certificazione.

Elementi centrali:

  • qualifica: la certificazione formale acquisita attraverso il raggiungimento di competenze effettivamente rispondenti ai bisogni delle attività da svolgere
  • competenza: la capacità di utilizzare non solo conoscenze, ma anche abilità, attitudini personali, sociali e metodologiche in situazioni reali.

Obiettivi:

  • Definire modelli di qualifica e di formazione per gli operatori sportivi
  • Facilitare la realizzazione di un sistema organico, di aggiornamento e di formazione continua
  • Allinearsi al contesto europeo e internazionale

Perchè aderiamo allo SNaQ

L’adesione completa allo SNaQ è un elemento essenziale per il riconoscimento delle qualifiche e l’inserimento nel sistema dei crediti a livello europeo.

Le Federazioni o gli Enti di Promozione Sportiva che non hanno ancora condiviso il progetto mantengono percorsi formativi spendibili solo al proprio interno. (Rileggete bene)

La possibilità di lavorare in Europa

Mercato unico e libera circolazione dei lavoratori e dei servizi all’interno dell’Unione influenzano le decisioni nazionali in materia di istruzione e formazione professionale anche nel settore sportivo.

Le linee comunitarie prevedono l’adozione del Quadro Europeo di Qualifiche (EQF-European Qualification Framework) e la creazione di sistemi europei di crediti per l’istruzione e la formazione professionale (ECVET) anche se la normativa resta comunque nazionale attribuendo al CONI un ruolo istituzionale specifico.

Lo SNaQ  risponde ad un mercato del lavoro più ampio ed europeo, in cui poter vedere riconosciute le proprie competenze, un obiettivo fortemente voluto nelle sedi comunitarie ed internazionali, come elemento strategico di innovazione per  ottimizzare i sistemi di apprendimento e definire figure professionali specifiche e flessibili in termini occupazionali.

La Fitness Key System dal 1996 “lotta” per la legalità e per far si che ogni professionista sia realmente tutelato, non perdendo tempo, soldi, credibilità, presentandosi con attestati non validi che mettono a rischio la sua tutela legale in caso di problematiche che possono insorgere di ogni genere o sorta.

Per questo se ad oggi non eri ancora informato, se ti rendi conto che il tuo percorso non rispetta questi parametri, puoi contattarci, esistono varie strade per diventare professionisti ma tutte devono rispettare la legalità. Esistono strade per tutelarsi, formarsi seriamente che siano universitarie o legate al Coni, per gettare le basi per diventare seri professionisti del futuro e non convinti di esserlo.

Che tu sia un laureato, un tecnico, un trainer, un coach o  un istruttore, capire queste cose non solo è necessario, ma può servire ad osservarle da un punto di vista diverso, per incamminarci tutti verso l’evoluzione professionale.

Contattaci la Fitness Key System è a completa disposizione.

Il CONI riconosce:

  • 45 federazioni sportive
  • 19 discipline associate
  • 17 enti di promozione sportiva nazionali
  • 1 ente di promozione sportiva territoriale
  • 19 associazioni benemerite

Lo sport per disabili è affidato al Comitato Italiano Paralimpico (CIP), da cui dipendono 20 Federazioni Sportive Paralimpiche

Sono affiliate al CONI 95.000 società sportive che contano 11 milioni di tesserati

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