GLICOLISI DURANTE L’ATTIVITA’ FISICA

Glicolisi, comprendere la nostra energia.

Il processo attraverso cui le nostre cellule ricavano energia necessaria per vivere e muoverci.

Cosa succede all’interno dei nostri muscoli quando ci muoviamo e come cambiano i processi biochimici a seconda dell’intensità e della durata del movimento?

Siamo nati per muoverci. La scienza, dimostra che il nostro corpo è veloce a scegliere il sistema energetico adatto allo sforzo che stiamo facendo, molto più veloce di quanto non siamo pronti noi, ad entrare nell’ottica che il movimento porta al benessere.

La glicolisi o via di Embden-Meyerhof, è il processo attraverso cui il glucosio,  ossidato completamente, dal quale la cellula ricava energia, le permette di svolgere le proprie funzioni. Durante questo processo una serie di reazioni specifiche trasformano una molecola di glucosio (6 atomi di carbonio) in due molecole di piruvato (3 atomi di carbono).

Questi sono passaggi che permettono di liberare energia senza che il corpo esploda, per la liberazione di tantissima energia in un unica reazione.

La glicolisi si differenzia da altri processi ossidativi in quanto può avvenire sia in presenza che in assenza di ossigeno.

Se avviene in presenza d’ossigeno, il piruvato è trasformato in acetato, che rifornisce il ciclo degli acidi tricarbossilici o di Krebs. Successivamente, attraverso la catena respiratoria mitocondriale, produce una grande quantità di ATP, “moneta” energetica della cellula, rispetto a quella prodotta in assenza di ossigeno.

La glicolisi anaerobia è comunque una caratteristica molto importante soprattutto per il tessuto muscolare. Infatti quest’ultimo ha un’alta capacità glicolitica e riesce a produrre ATP e quindi sopravvivere anche in momenti di ipossia.

Da questo capite l’importanza dei carboidrati nella dieta di ognuno, nel rispetto dei ritmi circadiani.

La scienza ha dimostrato che esistono tre sistemi energetici adoperati dal muscolo scheletrico per la produzione di ATP.

Tutti e tre agiscono sempre contemporaneamente, cambiando la percentuale di “azione”

  1. Il primo è l’anaerobico alattacido che è attivo quando le riserve di creatinfosfato (CP) sono sufficienti. Si esaurisce nel giro di pochi secondi
  2. Il secondo meccanismo è l’anaerobico lattacido e si attiva quando lo sforzo è prolungato, le riserve di CP si esauriscono e non bastano più per produrre ATP. In questo secondo sistema non si utilizza ancora l’ossigeno, ma si usano i depositi di glicogeno presenti nei miociti e negli epatociti.  Quando lo sforzo è prolungato, il lattato si accumula nel muscoli e nel sangue, poiché la sua velocità di produzione è maggiore della sua capacità di smaltimento.
  3. Il terzo sistema è aerobico, dove il piruvato entra nel mitocondrio e viene ossidato ad acqua e anidride carbonica. L’acido lattico deve essere metabolizzato e smaltito, o riducendo l’intensità dello sforzo, oppure interrompendolo. Esso si scompone in due ioni, La- e H+; lo ione La- è trasformato in piruvato che entra così nel ciclo di Krebs. L’efficienza si questo processo, dipende dalla quantità di lattato che il muscolo riesce a tollerare, che aumenta con l’allenamento.

Chiaro? se no, non preoccupatevi, ciò che è importante comprendere, aldilà della chimica e le reazioni didattiche è questo, noi abbiamo:

  1. un serbatoio
  2. un carburatore
  3. un impianto di alimentazione
  4. un motore,

pensate così il corpo, e ricordatevi che per farlo funzionare, servono tutte le componenti.

Per capire meglio ed in modo schematico

Ricordiamoci di non confondere l’accumulo di acido lattico con i Doms.

Acido lattico;viene smaltito a cose normali, in un paio d’ore, i

Doms (Delayed Onset Muscle Soreness) appaino 24/48 ore dopo un allenamento intenso. Alcune persone ne sono prive. I Doms, sono una vera e propria risposta infiammatoria, dovuta ai danni della membrana delle cellule muscolari.

Questa risposta a seguito dei prodotti di scarto del metabolismo, agisce come stimolo chimico sulle terminazioni nervose causando la sensazione di dolore.

L’acido lattico e i DOMS non sono dipendenti uno dall’altro.

ANDIAMO SU ESEMPI PRATICI:

I tre sistemi energetici intervengono in percentuale diversa in base alle tipologie di sport.

Salti, lanci, dell’atletica leggera, sono discipline in cui interviene in percentuale maggiore il sistema anaerobico alattacido. Il movimento, lo sforzo muscolare per il caricamento e spinta, sono massimali e hanno breve durata.

In questo caso l’energia deriva dalla fosforilazione della PC

Il metabolismo anaerobico lattacido, interviene nelle prove di corsa di breve durata, ad esempio durante i 100 metri piani, in cui la componente lattacida, incomincia ad intervenire negli ultimi 30 metri. Più tempo dura lo sforzo, più il muscolo fatica a smaltire il lattato.

La maratona è basata principalmente sul metabolismo aerobico, essa non è uno sforzo massimale, ma prolungato nel tempo e, per produrre energia utilizza come comburente l’ossigeno.

Se allenato, il metabolismo anaerobico lattacido ci aiuta anche durante sforzi aerobici.

Siamo abituati a pensare che a ogni sport corrisponda un solo sistema energetico, in realtà non è così. Nel mondo del fitness da sempre, si cerca di mettere insieme queste tre tipologie di utilizzo delle vie energetiche, alternandole. Si scelgono come prioritarie, due su tre a seconda del fine allenante. L’esempio che descrive meglio è la ginnastica funzionale a circuito Hit, Tabata (da cui deriva il crossx). 

Questa ginnastica è basata su movimenti multi-articolari, esercizi sia a corpo libero o con semplici attrezzi (es. fitball, trx, kettlebell), permette di sviluppare più capacità di movimento e di  allenare le varie vie metaboliche.

Il sollevamento pesi, invece, sviluppa la forza e l’ipertrofia utilizzando, principalmente, la via della fosfocreatina e della glicolisi inziale,

La ginnastica calistenica, l’utilizzo di trx, kettlebell, sviluppano principalmente la forza resistente.

Possiamo allenare l’endurance, facendo corsa, nuoto o esercizi prolungati, serie lunghe, con intensità basse, in modo che il lattato si formi lentamente.

L’allenamento funzionale a circuito, permette di sviluppare in maniera traversale, omogenea e meno specifica possibile, il nostro metabolismo energetico, in modo da diventare più capaci.

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