Bambini & Ginnastica

Quello che ogni genitore dovrebbe sapere

Fin dalla nascita il bambino impara ad esplorare e di conseguenza a crescere attraverso il movimento, i bambini sono la ginnastica e la ginnastica è parte di ogni bambino.

Dalla posizione supina inizia a muovere braccia e gambe allungandole per arrivare a toccare qualcosa che lo attira, poi si gira su un fianco fino a trovarsi prono e quando ha abbastanza forza nelle braccia solleva il busto e da questa posizione ha una visuale più ampia del mondo intorno a lui.

Vede più cose che lo attraggono ed è spinto a muoversi ancora meglio iniziando a gattonare fino ad arrampicarsi per mettersi in piedi e poi iniziare a camminare.

Questo processo, iniziato da neonato, prosegue, se siamo fortunati, fino all’inizio della scuola elementare. L’inizio di questa avventura che dovrebbe essere bellissima perché il bambino amplia tutte le altre aree delle personalità come quella cognitiva, emotiva e affettiva, segna nella maggio parte dei casi un grave rallentamento del processo del suo apprendimento motorio.

Infatti l’inizio della scuola obbliga il bambino a stare seduto per lunghe ore nei banchi e come se questo non bastasse, continuerà a stare seduto anche a casa per fare i compiti, spesso in alternativa o in associazione ad almeno due ore in media di immobilità televisiva. Del resto il periodo che va dai 6 anni a 14 anni per entrambi i sessi, a seconda di come viene vissuto dal punto di vista motorio, può condizionare in gran parte il benessere e l’equilibrio psicofisico dall’adulto proprio perché il movimento contribuisce in alta percentuale alla formazione della personalità.

La cosa curiosa è che queste aree si intersecano notevolmente tra loro, perciò il miglioramento di un’area porta al miglioramento anche delle altre e quindi ad una personalità più completa ed equilibrata sotto tutti i punti di vista.

A questo punto potreste chiedermi perché mi sto fissando sullo sviluppo dell’area motoria se basterebbe sviluppare una delle altre tre per migliorare anche quella motoria…?

La risposta è che il movimento è insito in noi in modo naturale dalla nascita, un bimbo che non sa ancora parlare si fa capire a gesti e i gesti sono movimenti che dipendono dall’acquisizione di uno schema corporeo, che evolve nel tempo se stimolato correttamente. Un bambino che all’età di 6 anni è costretto a stare 5/8 ore al giorno seduto e non fa un’attività pomeridiana che gli permette di muoversi, sarà nel 90% dei casi un adulto NON sano.

Sarà un adulto non sano per due motivi:

  1. L’età evolutiva è il periodo in cui è facile apprendere gradualmente schemi e capacità motorie che costituiscono le unità di base del movimento; “farsi scappare” questo periodo e non apprendere queste basi di movimento, sempre nel rispetto dei tempi di crescita delle strutture fisiche e mentali, significherà avere delle lacune per sempre e se abbiamo detto che il movimento è legato allo sviluppo della personalità, tirate voi le conclusioni…
  2. La malattia ipocinetica, ovvero quella causata dal “non uso” di sistemi ed apparati,  porta a dei paramorfismi fisici ( cifosi cervico-dorsale, tachicardia da esercizio, pressione arteriosa inadeguata alle richieste, sovrappeso e obesità, alterazione del metabolismo glucidico che può trasformarsi in diabete di tipo 2) e psicologici (instabilità emotiva, ridotta socialità, bugie, balbuzie).

Ci sono due soluzioni al problema della sedentarietà infantile, una è legato al cambiamento del sistema scolastico Italiano, che dovrebbe dal mio punto di vista incrementare le ore di attività fisica. Purtroppo credo che questa soluzione sia irrealizzabile a breve termine visto come sono ridotti gli impianti sportivi delle scuole. L’altra è legata all’educazione familiare al movimento, bisogna insegnare ai bambini a rinunciare a qualche ora di tablet o televisione, a favore di qualche ora di movimento e di gioco in compagnia di altri coetanei dove la socializzazione è obbligata perché davanti non hanno uno schermo.

Quando parlo di movimento non intendo la scelta di uno sport dove è richiesta la performance, soprattutto se i bambini sono piccoli.

Intendo movimento in ambiente sicuro che stimoli lo sviluppo degli schemi motori di base insegnando loro a percepire il loro corpo, a capire che muoversi è divertimento, a superare le paure e che li renda assolutamente capaci nel senso più generico possibile, in modo che se un domani gareggeranno per uno sport specifico saranno in grado di apprendere velocemente le abilità proprie di quello sport e soprattutto in modo che l’obbiettivo della performance non offuschi l’idea di divertimento nell’ascoltare il proprio corpo mentre si muove.

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